Storia

CHI siamo

Storia di Automha
scritta dal suo fondatore Franco Togni

 

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Ho iniziato a lavorare a quindici anni. Ricordo il primo giorno di lavoro, 14 settembre 1966, e mio padre che mi accompagna dentro la grande fabbrica, OTE, Officine Trasformatori Elettrici.
La mia mansione: operaio. La sera, finito il turno, non tornavo a casa, ma pedalavo nella direzione opposta, a scuola, ai corsi serali dell’Esperia.
Nel 1972 prendo il diploma di elettrotecnico. Chiedo un colloquio alla direzione. Voglio cambiare mansione, da operaio assemblatore a progettista tecnico. Ero molto deciso. Sapevo tutto dei nostri prodotti e avevo certe idee su come migliorarli. Mi  dicono di sì, e divento progettista. Il lavoro andava bene, ma sentivo una spinta ad andare oltre, a fare qualcosa di mio.

Nel 1978 lascio la fabbrica, con in mente un mio progetto. Per un anno studio il mercato dall’interno, sul campo, facendo il rappresentante di material handling, poi con un socio apro la mia attività, Trasma trasporti-magazzino.
La sede è in un garage di 18 mq. Alzavo la saracinesca, e contemplavo la vetrina, con la scritta fatta da noi.
Dentro, un separé, e due tavoli: l’ufficio commerciale e l’ufficio tecnico. Progettavamo, creavamo sistemi di stoccaggio e trasporto, ma limitati alle richieste, su misura del cliente, e facevamo costruire fuori. Ma la nostra intenzione era produrre le attrezzature.

Due anni dopo ci trasferiamo in un vero capannone, e iniziamo a fare produzione. Tra il 1994-1997 c’è una metamorfosi, una fase di passaggio. Rilevo la quota del socio, e da Trasma nasce Automha. Subito dopo, anni difficili, di scelte strategiche.
Con me c’è Walter Danne, la mente creativa, tecnica, deus ex machina di tutte le innovazioni, responsabile r&s di ogni prodotto. Insieme cominciamo a capire che il mercato ha bisogno di soluzioni nuove. Incrementiamo il background interno, ingegneria, software, investiamo sul personale, e portiamo all’esterno la lavorazione meccanica. Nel 1998 siamo già nell’ottica del magazzino automatico.

Partiti dallo stoccaggio, dal semi-automatico, siamo arrivati all’idea del magazzino completamente automatizzato. L’idea di prelevare pallet senza il bisogno dell’operatore umano diventa la nostra sfida.
Investiamo molto sul progetto, nel 2002 i primi prototipi, nel 2010 presentiamo un’evoluzione, un salto in avanti, un veicolo senza batteria, dotato di un super-condensatore in grado di caricare lo shuttle in pochi secondi ad ogni missione. Tutta la tecnologia sviluppata negli anni, diventa la nostra forza, la ragione della nostra crescita. Il nostro vettore riceva la menzione d’onore dell’International Award Compasso d’Oro per il design, e il Cerved ci indica come “Company to watch of the year”.
Sono passati quasi 50 anni dal mio primo giorno di lavoro alla OTE, che oggi è una grande area dismessa, per i quindicenni è una scenografia ideale per concerti rock. Per me, alla loro età, è stato il luogo di apprendimento, di formazione. Non parlo solo di lavoro, ma di valori. Parlo di responsabilità, di rispettare un impegno, e portare avanti i progetti senza lamentarsi per i problemi.

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